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Rifugio

Descrizione

§ rif. Maniago

Rifugio Maniago (m 1717)

 

Proprietà: CAI Maniago, Via Colvera 99/A, 33085 Maniago (PN), tel. e fax 0427 730749

Gestore: 0427 879158

Telefono del rifugio: 0427 879144

Posti letto: 20 durante l’apertura, 6 durante la chiusura.

Note: Fontana d’acqua presente tutto l’anno all’esterno. Confortevole locale invernale con letti e stufa, al piano terreno accessibile dall’ingresso principale sempre aperto, in quella che d'estate è la sala da pranzo ed il bar in uno scenario caratteristico d’alpinismo d’altri tempi. Gestito da giugno a settembre, con tanto di cucina tipica locale; le date d’inizio e fine stagione dipendono dalle condizioni meteorologiche, che se favorevoli prolungano la stagione nei fine settimana o su prenotazione. Situato sull’alto di un incantevole prato contornato dalla pineta, nell’alta val Bozzia. Ideale punto d’appoggio per innumerevoli escursioni. Tra le principali: la salita al monte Duranno, la via ferrata O. Zandonella, le salite di tutte le montagne che fanno da anfiteatro alla val Zemola. Il rifugio è inoltre punto un di transito dell’alta via n. 6.

§ c.ra Bedin de Sora

Casera Bedin de Sora (m 1711)

 

Proprietà: Comune di Erto e Casso (PN)

Posti letto: 4 su tavolato

Note: Sempre aperta. L’acqua si trova a circa 10 minuti dalla casera in direzione della forcella de Zita. Giace al margine Nord-Est di una grande distesa prativa ai piedi del monte Zita, immersa in un incantevole scenario dal quale si può godere di una splendida vista sulla val Zemola, sul Duranno e su tutta la propaggine Sud della cime Centenere fino all’ultima vetta (monte Porgeit). Più a destra appare il col Nudo in tutta la sua imponenza. È un buon punto di sosta per le salite al monte Zita e La Palazza.

§ c.ra Galvana

Casera Galvana (m 1613)

 

Proprietà: Comune di Erto e Casso (PN)

Posti letto: 6 + 2 con un po’ di spirito d’adattamento

Note: Sempre aperta. L’acqua si trova circa 30 m sotto la casera. Un tavolato privo di materassi e coperte permette di trascorrere la notte sul posto. Dispone di un caminetto, di un tavolo e d’alcune panche. Giace su di un piccolo ed incantevole prato contornato dalla pineta, poco meno di 50 m sotto la forc. val de Fórscia in versante val Zemola. Da qui si può godere di una splendida vista sul Duranno. È un buon punto di sosta per la salita al monte Porgeit.

§ c.ra Lodina

Casera Lodina (m 1567)

 

Proprietà: Comune di Cimolais

In concessione: CAI Cimolais, Via Roma,13 - 33080 Cimolais PN

Posti letto: 6

Note: Sempre aperta. L’acqua si trova lungo il sentiero che conduce a valle c. 65 m più in basso. Splendida ristrutturazione in muratura portata a termine dagli appassionati di Cimolais. Sorge sulla grande distesa prativa dell’ameno versante Nord-Est del monte Lodina, con un incantevole panorama sul Duranno, sui Frati e sulla lunga dorsale che dalla vetta dei Preti scende fino al fondovalle, nonché sulle montagne di sinistra della bassa val Cimoliana. È ben fornita di pentole, vettovaglie e stufa. Dispone inoltre di un’ampia stanza con tavolo e panche, nonché di un gioioso caminetto. I posti letto, forniti di coperte, sono situati internamente in un soppalco. È un punto strategico di partenza per le molte escursioni sul ramo Sud-Est del gruppo trattato in questo libro.

§ biv. S. Baroni

Bivacco S. Baroni (m 1732)

 

Proprietà: CAI Venezia - ANA Venezia

Posti letto: 9, dotati di relative coperte

Note: L’acqua si trova a pochi minuti seguendo il sentiero per la forcella dei Frati. È la classica costruzione modello Fondazione A. Berti. Sorge su un incantevole prato che fa da intermezzo tra la grande pineta che sale dalle basse val Montina e Bosconero e le piccole aghifoglie che si congiungono alle ghiaie che scendono dalla parete Nord del Duranno. Punto d’appoggio per innumerevoli escursioni, tutte impegnative; tra le principali: le salite alle cime del Duranno e della Spalla, alle forcelle dei Frati, della Spalla del Duranno e de Colalto.

§ c.ra dell'Alberghét

Casera dell' Alberghét (m 1297)

 

Proprietà: Cacciatori di Perarolo

Posti letto: 4 (2 brande a castello biposto dotate di materassi)

Note: Sempre aperta. L’acqua si trova a pochi minuti dalla casera lungo il sentiero che conduce a valle. Dispone di quanto necessario per cucinare, bivaccare e riscaldarsi durante le fredde giornate. È un posto ideale per una facile gita turistica in un rilassante e silenzioso spazio nel bel mezzo di una straordinaria pineta. Ottimo punto di partenza per l’ascesa al Sass de Medodì.

§ ricovero Pagnac

Ricovero Pagnac (m 1372)

 

Proprietà: Comune di Ospitale di Cadore

Posti letto: 4, dotati di materassi + 2 con un po’ di spirito d’adattamento

Note: Sempre aperto. L’acqua è sempre presente a pochi minuti dal bivacco, lungo il sentiero che sale alla forcella Pagnac de Fora. Graziosissima costruzione interamente in legno inaugurata il 25 agosto del 2002 in occasione dell’Anno internazionale della Montagna. È il frutto del sacrificio dei volenterosi appassionati di Ospitale: la Protezione Civile, i cacciatori ed altri amanti della montagna. Ben fornito per fronteggiare qualsiasi necessità per l’escursionista di passaggio: stufetta, pentolame in abbondanza, qualche vettovaglia, buona riserva di legna da ardere. È situato in un fazzoletto di prato contornato da numerose aghifoglie in uno scenario spettacolare sul gruppo del Bosconero. Punto di sosta opportuno, quasi indispensabile, per chi vuole affrontare il lunghissimo approccio al rifugio Maniago partendo dalla val del Piave.

§ rif. Tita Barba

Rifugio Tita Barba (m 1821)

 

Gestore: 0435 32902

Telefono del rifugio: 0427 879144

Posti letto: 16 durante l’apertura, nessuno fuori stagione

Note: Situato un centinaio di metri sopra l’incantevole prato, contornato dalla pineta, su cui giace la casera Vedorcia, sul colmo della dorsale della Costa Vedorcia a cui fa da sfondo, verso Est, lo spettacolare ramo degli Spalti di Toro. A pochi minuti si trova un belvedere mozzafiato sopra la profonda val Anfela. Gestito da giugno a settembre con date d’inizio e fine stagione dipendenti dalle condizioni meteorologiche che, se favorevoli, prolungano la stagione nei fine settimana o su prenotazione. In alta stagione è consigliabile prenotare.

§ rif. Padova

Rifugio Padova (m 1287)

 

Proprietà: Comune di Domegge (BL)

In concessione: CAI Domegge, Via Don F.Barnabò 4, tel. e fax 0435 72330

Gestore: Paolo de Lorenzo, Via 6 Novembre 13, Candide Comelico Sup – tel. 338 4763400

E-mail: rifugiopadova@libero.it

Telefono del rifugio: 0435 72488

Posti letto: 50 durante l’apertura, 8 durante la chiusura

Note: L’acqua è disponibile nelle vicinanze. Gestito da giugno a settembre con date di inizio e di fine stagione dipendenti dalle condizioni meteorologiche che, se favorevoli, prolungano la stagione nei fine settimana o su prenotazione. Offre funzione di alberghetto, di bar e di ristorante accompagnato da un’ottima cucina. È situato sulla parte bassa del vasto Pra de Toro, in una splendida posizione da cui si può ammirare, da sinistra, il gruppo del Cridola, quindi tutta la dorsale degli Spalti di Toro che, prendendo origine dalla forcella Montanaia, trova il suo termine a ridosso della forcella Spè. Ideale punto d’appoggio per innumerevoli escursioni sugli Spalti di Toro ed il Cridola. Punto strategico di partenza per le innumerevoli escursioni da qui possibili sulla parte Nord del gruppo trattato in questo libro.

§ c.ra Cavalét

Casera Cavalét (m 1995)

 

Proprietà: Comune di Pieve di Cadore

In concessione: Cacciatori di Pieve di Cadore

Posti letto: 2 panche

Note: È situata nella conca più incantevole del gruppo, sulla parte alta della val de Viè, da dove quest’ultima prende origine. Dispone di un rigagnolo d’acqua a tre minuti dalla casera, assente solo in tarda stagione particolarmente secca (in questo caso l’acqua si trova più in alto lungo il torrente). La valle dell’Eden, questo è il nome che la conca in cui giace la casera più si merita, è un luogo uscito da una favola: una distesa prativa lunga più di un Km ed altrettanto larga, protetta tutto intorno da una cresta di rocce e prati. Unico sfogo della conca è la breve finestra che si apre verso la val del Piave, che però è impraticabile dall’escursionista; perciò, se qui si vuol giungere, è necessario arrivare dall’alto! Una credenza popolare di Caralte attribuisce lunga giovinezza a chi frequenta questa vallata: beh… io ci credo, perciò cerco di andarci più volte possibile. A proposito… il luogo è abitato dagli gnomi che si concedono facilmente anche per qualche foto; per vederli da vicino basta recarsi sul catino sotto le cime del Sella: sono lì, in alto sulla sinistra. Priva di lodi invece è la casera data in concessione dal Comune proprietario ai cacciatori di Pieve, i quali hanno ben ristrutturato e blindato metà di essa e lasciato andare in malora, nel degrado più assoluto, l’altra metà di libero accesso agli escursionisti. Quest’ultima è popolata dai piccoli topi di montagna che hanno divorato gran parte dei due materassi di gommapiuma presenti ed il vettovagliamento (ormai inutilizzabili anche perché sono ad alto rischio di contaminazione da leptospirosi). Il pavimento, formato da sassi mal livellati, è un autentico letamaio su cui poggiano due dita di sporcizia. Nella stanza attigua, piena di rami di mughi secchi e cianfrusaglia, regna il caos più totale nell’impero del lerciume. Fanno parte dell’arredamento una stufa, un tavolo, due panche, qualche pentola e qualche vettovaglia lì lasciata dai vari escursionisti di passaggio, il tutto rivestito da un sudiciume indescrivibile. Unico merito che si può attribuire a questo locale è che può essere utilizzato dai fumatori, poiché in regola con le più recenti norme vigenti in materia d’aerazione e di risparmio energetico: la porta presenta lunghi spifferi di alcuni centimetri ed il tetto metallico, oltre ad avere alcuni fori, è sollevato dalla muratura lungo tutto il perimetro, dando così ampio spazio all’autoventilazione. L’escursionista che volesse lì bivaccare bene farebbe a portarsi tra le proprie attrezzature un grimaldello… Termino qui la mia provocatoria ma precisa descrizione esortando il Comune di Pieve di Cadore a dare in concessione ad una delle tante sezioni del CAI volenterose di gestire lassù, in quella valle incantata, quella così tanto degradata casera e trasformarla, poiché simile in quanto a caratteristiche, in un’altra casera Laghét de Sora. È comunque un “ottimo” punto di appoggio per le escursioni a tutte le montagne che la circondano, oltre che posto “ideale” di bivacco per itinerari di più giorni, nonché punto di transito dell’alta via n. 6.

§ c.ra Laghét de Sora

Bivacco casera Laghét de Sora (m 1871)

 

Proprietà: Comune di Perarolo di Cadore.

In concessione: CAI di Monfalcone (GO)

Posti letto: 8/12 (i materassi di abbondante misura sono 4 + 4 disposti attigui in due piani, e formano due unici lettoni che possono senza eccessivo sacrificio ospitare fino a 6 persone l’uno.

Note: Sempre aperto. L’acqua si trova a tre minuti dal bivacco. Splendida costruzione in muratura ristrutturata dalla sezione del CAI di Monfalcone. Sorge sulla sinistra (per chi arriva) dell’amena alta val dei Frassin, all’inizio di un pascolo che si propaga fino ai prati della Pala Anziana, 300 m più sopra. Sorge in un incantevole anfiteatro di cime, da modeste ad imponenti. È il più bello e confortevole bivacco del gruppo: ben fornito di coperte, pentole, tavolo, panche e stufa fumosa solo in fase d’avvio. Punto d’appoggio per innumerevoli escursioni, tra cui spiccano: le salite alla cima Laste, dei Preti, e Quota 2327 a Sud-Ovest della forcella Val dei Frassin; inoltre, la fascia rocciosa che, dal Sella, discende sulla sinistra orografica della vallata, offre agli alpinisti un’ampia scelta di vie di diverse difficoltà.

§ biv. P. Greselin

Bivacco P. Greselin (m 1988)

 

Proprietà: CAI di Padova, Galleria S. Bernardino 5/10, 35121 Padova, tel. 049/8750842

Posti letto: 9, dotati di relative coperte

Note: Acqua presente a tre minuti dal bivacco. Classica costruzione modello Fondazione A. Berti. Sorge al centro dell’incantevole cadin dei Frati in un anfiteatro di cime imponenti. Fino agli inizi del 1975 il bivacco era una pittoresca costruzione di muratura in sassi contornata da pareti di legno. Purtroppo, durante quel periodo particolarmente nevoso, il bivacco di allora è stato distrutto da una valanga e ricostruito in prefabbricato circa 2 anni dopo. Punto d’appoggio per innumerevoli escursioni. Tra le principali: le salite alle cime dei Preti, Cantoni, Compol e Frati. È anche punto di transito dell’alta via n. 6.



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